SETTORE VENTILAZIONE INDUSTRIALE: IL MOTORE ELETTRICO DEVE ESSERE SILENZIOSO!

SETTORE VENTILAZIONE INDUSTRIALE: IL MOTORE ELETTRICO DEVE ESSERE SILENZIOSO!

SETTORE VENTILAZIONE INDUSTRIALE:

IL MOTORE ELETTRICO DEVE ESSERE SILENZIOSO!

 

In questo articolo metteremo in evidenza l’importanza di impianti di aspirazione e ventilazione silenziosi.

Esamineremo:

  1. L’IMPORTANZA DI UN IMPIANTO SILENZIOSO;
  2. RUMORE…TIPOLOGIE E RELATIVI RIMEDI;
  3. LA NOSTRA PROPOSTA: NERI MOTORI;
  4. STIAMO AL PASSO CON I TEMPI: MOTORI ELETTRICI SINCRONI IE4 PER VENTILATORI;

 

  1. L’IMPORTANZA DI UN IMPIANTO SILENZIOSO.

Alla ventilazione sono affidate, in relazione in cui l’impianto industriale è applicato, importanti funzioni.

Un esempio è nel campo agricolo, dove i destratificatori (ventilatori a soffitto), garantiscono salute e benessere ai bovini in quanto:

  • allontanano i gas nocivi prodotti dai processi metabolici e dalla fermentazione delle deiezioni
  • eliminano le polveri
  • eliminare il vapore acqueo in eccesso
  • apportare ossigeno necessario
  • mitigare l’effetto del calore permeato nel ricovero dall’irraggiamento solare

Nei forni industriali, invece, la ventilazione è necessaria per dissipare il calore prodotto dall’impianto, evitando altresì il surriscaldamento.

Una richiesta che accomuna il settore della ventilazione è:

“IL MOTORE ELETTRICO NON DEVE ESSERE RUMOROSO”.

Sicuramente è questione generale che il motore elettrico non debba presentare elevata rumorosità, altrimenti questo potrebbe essere indice di un malfunzionamento;

Ma è quando l’impianto deve lavorare H24 (S1) che, a maggior ragione, si voglia tutelare sia i lavoratori sia, citando l’esempio di prima, gli animali presenti nel box.  Paradossalmente non c’è, per i macchinari industriali, una soglia massima di rumorosità in quanto il “rumore” è condizione intrinseca del macchinario stesso; la CE, però, mette in luce la RESPONSABILITÁ del fabbricante.

Capiamo meglio tramite un estratto dalla Guida all’applicazione della direttiva macchine industriali 2006/42/CE, 2011:

 

La direttiva macchine non stabilisce un limite massimo di rumorosità dei macchinari industriali, a tale proposito, la guida all’applicazione della direttiva 2006/42/CE(1) indica:

229 […] È importante fare una distinzione fra l’esposizione delle persone al rumore e l’emissione del rumore da parte della macchina.  L’emissione del rumore da parte della macchina, misurata secondo condizioni prestabilite, è una proprietà intrinseca della macchina. L’esposizione delle persone al rumore prodotto dalla macchina dipende da fattori quali l’installazione della macchina, le condizioni d’uso della stessa, le caratteristiche del posto di lavoro (come, ad esempio, la fonoassorbenza, la dissipazione del rumore, la riflessione del rumore), l’emissione acustica proveniente da altre foni (come, ad esempio, da altre macchine), la posizione delle persone rispetto alla fonte di rumore, la durata dell’esposizione e l’uso di dispositivi di protezione personale (otoprotettori). Il fabbricante della macchina è responsabile dei rischi provocati dalla sua macchina in ragione del rumore prodotto.

[…] La direttiva macchine non fissa limiti riguardo alle emissioni acustiche, ma impone ai fabbricanti di ridurre il rischio dovuto all’emissione di rumore al livello minimo, tenuto conto del progresso tecnico e della possibilità di disporre di mezzi atti a contenere il rumore.

Le uniche macchine e attrezzature soggette a limiti di emissione acustica sono quelle contemplate all’articolo 12 della direttiva 2000/14/CE (rettificata), tra cui, per esempio, martelli demolitori tenuti a mano, argani da cantiere (azionati da motore a combustione interna), motocompressori (< 350 kW), ecc.

Le macchine devono comunque essere costruite in modo da ridurre il più possibile la loro emissione acustica; a tale proposito, sono sicuramente utili le indicazioni contenute nelle norme UNI EN ISO 11688-1:2009 e UNI EN ISO 11688-2:2002, che forniscono suggerimenti pratici per la progettazione di macchine e apparecchiature a bassa emissione di rumore.

Il valore del livello di rumore aereo prodotto dalla macchina e dichiarato dal costruttore non può essere utilizzato direttamente per stabilire l’esposizione degli operatori; la valutazione del rischio rumore in ambiente lavorativo deve essere effettuata secondo la legislazione in materia in vigore nel luogo di utilizzo delle macchine, in Italia il capo II del D.Lgs. 81/2008 (che attua quanto prescritto dalla direttiva 2003/10/CE).

Le misure da attuare per la protezione degli operatori sono funzione dell’esposizione quotidiana del lavoratore, che dipende da molteplici fattori, tra cui:

  • l’effettiva modalità di utilizzo delle macchine — per esempio, la tipologia di utensili e di materiale, i cicli di lavoro, ecc. — e delle altre sorgenti di rumore;
  • la presenza di sorgenti di rumore attive contemporaneamente che contribuiscono al livello di rumorosità presente nell’ambiente;
  • le caratteristiche dell’ambiente, per esempio le sue dimensioni, le superfici riflettenti presenti, ecc.;
  • il tempo di permanenza degli operatori in ogni postazione di lavoro.

Non è quindi possibile fare nessun tipo di correlazione a priori tra la rumorosità emessa da una singola macchina e l’esposizione dei lavoratori al rischio rumore.

Indicazioni utili per la riduzione del livello di rumore a cui sono esposti i lavoratori possono essere trovate anche nelle norme UNI EN ISO 11690-1:1998, UNI EN ISO 11690-2:1999 e UNI EN ISO 11690-3:2000, che forniscono raccomandazioni pratiche per la progettazione di ambienti di lavoro a basso livello di rumore contenenti macchinario.”

 

  1. RUMORE…TIPOLOGIE E RELATIVI RIMEDI

“Il mio ventilatore è rumoroso!…che motore elettrico mi avete consegnato??”

 

La causa della rumorosità del vostro ventilatore non è da imputare immediatamente ai prodotti ausiliari; inoltre, se si ascolta bene il rumore si riuscirà a fare la giusta diagnosi al problema.

Quindi: “CHE RUMORE FA IL MIO MOTORE ELETTRICO?”

 

SUONI TINTINNANTI/FRUSCIANTI:  generalmente causati da polvere o sporco.

RONZIO: se il motore sta producendo un suono vibratorio che va da un ronzio leggero a un rumore considerevole che aumenta di volume e tono mentre la velocità cambia, questo è problematico. Questo problema può essere causato da uno qualsiasi di diversi fattori, tra cui la risonanza, un albero di forma scadente, cuscinetti deformati, parti di brinelling o di vibrazione. Si noti che in cuscinetti di grandi dimensioni, un ronzio secondario è normale.

SUONO STRIDULO: Un suono stridulo, in particolare sui cuscinetti a rulli cilindrici, che cambia con la velocità è un’indicazione di gioco radiale troppo grande.
(Si noti che se il suono è metallico e si attenua temporaneamente dopo essere stato unto, la lubrificazione che si sta utilizzando è di scarsa qualità).

SCRICCHIOLIO: Un suono scricchiolante, specialmente uno che può essere sentito quando il cuscinetto è mosso a mano, potrebbe essere causato da un cuscinetto deformato o da una cattiva contaminazione da polvere. Più seriamente, potrebbe significare che le sfere, i rulli o le superfici della sono usurate.

VIBRAZIONE: Una vibrazione udibile non solo alle alte velocità ma anche a quelle basse può significare che i rulli su un cuscinetto a rulli urtano l’uno con l’altro.

 

  1. LA NOSTRA PROPOSTA: NERI MOTORI

https://nerimotori.com/it/prodotti/applicazioni

https://nerimotori.com/it/prodotti/motori-per-soluzioni-speciali/motori-per-sistemi-di-riscaldamento-raffreddamento-hvc

 

 

  • Risparmio energetico grazie alla regolazione della velocità delle ventole
  • Bassa rumorosità dovuta alla frequenza di carrier elevata
  • Miglior fattore di potenza a carico medio-basso

Inoltre, una nuova serie di versatili SERVOVENTILAZIONI IN KIT ideati per il settore ventilazione:

https://nerimotori.com/it/prodotti/kit-per-ventilazione-forzata

 

  1. STIAMO AL PASSO CON I TEMPI: MOTORI ELETTRICI SINCRONI IE4 PER VENTILATORI

Neri Motori presto presenterà il suo primo motore sincrono ad alta efficienza IE4.

Ci tengo a darvi qualche pillola che possa descrivere solo alcune delle caratteristiche più significative di tale innovazione:

  • RIDUZIONE DEI COSTI: il motore IE4 a magneti permanenti permette il ritorno dell’investimento iniziale solo dopo 6 mesi, rispetto ad un motore efficienza IE1. Risparmio economico in termini, anche, di minore dispersione di calore e minore necessità di raffreddare l’ambiente circostante;
  • DIMENSIONI E PESO CONTENUTI: riduzioni di peso e dimensioni fino a due taglie, a parità di coppia e di potenza del rispettivo motore asincrono;
  • CONTROLLO PRECISO DELL’APPLICAZIONE: inverter integrato completamente personalizzabile.
  • MAGGIORI POTENZE SPECIFICHE RISPETTO AD UN CONVENZIONALE MOTORE AD INDUZIONE
  • MINORE RUMOROSITÁ IN FUNZIONAMENTO: plus valore. Destinati a sostituire i motori ad induzione utilizzati in applicazioni che richiedono velocità variabile.
  • MINORE MANUTENZIONE

PER QUALSIASI RICHIESTA O INFORMAZIONE SIAMO A VOSTRA COMPLETA DISPOSIZIONE

Visitate il nostro sito per conoscerci meglio e tenervi aggiornati con una piacevole lettura del nostro Blog!

https://www.ndr.it/