Martinetti meccanici per inseguitori solari
Principali componenti di un martinetto meccanico:
I martinetti meccanici per il sollevamento o spostamento lineare di un carico, fino a 200 Kn di potenza massima in tiro e spinta. Si compongono di un riduttore a vite senza fine e ruota elicoidale e da uno stelo filettato sul quale scorre una madrevite. L’insieme costituisce quindi una catena cinematica rigida.
Materiali e principali componenti:
- Cassa in alluminio per le taglie martinetti HR-HT da 05 10 25; in ghisa per le taglie martinetti HR-HT50 100 200.
- Vite senza fine con profilo ad evolvente in acciaio cementato e temprato.
- Corona elicoidale in bronzo.
- Madrevite martinetto traslante in bronzo.
- Cuscinetti reggispinta a sfere.
- Ghiera di chiusura in ghisa.
- Protezione in alluminio. (versione martinetti meccanici HT traslante).
- Stelo filettato TPN in acciaio al carbonio (standard).
- Stelo filettato TPN in acciaio AISI 304.
- Stelo filettato VRS (vite a ricircolo di sfere).
Parametri per il dimensionamento dei martinetti meccanici.
I parametri fondamentali per il corretto dimensionamento del martinetto meccanico sono:
- ciclo di carico (andamento del lungo la corsa, carico fino 200KN)
- velocità di traslazione (andamento della velocità lungo la corsa)
- fattore di servizio
- condizioni ambientali
- corsa utile lineare del martinetto meccanico (disponibile fino a 2 metri)
- tensione di alimentazione
- tipologia di carichi
- tipo di vincolo
Installazione martinetti meccanici.
E’ fondamentale che in sede di progetto della macchina meccanica si scelgano i fissaggi opportuni affinché il martinetto sia sottoposto a carichi assiali e non radiali; allo stesso modo durante il montaggio del martinetto meccanico sulla macchina occorre curare l’ortogonalità tra lo stelo filettato e il piano di fissaggio della cassa, e verificare l’assialità tra il carico e lo stelo filettato, in questo modo si evita il funzionamento irregolare del martinetto e la possibile fuoriuscita di lubrificante.
Arresti a fine corsa meccanico del martinetto ne danneggiano i componenti meccanici interni.
Durante la messa in servizio dei martinetti meccanici si devono effettuare le seguenti verifiche:
In presenza di controlli di corsa elettrici o meccanici, prima di azionare il motore elettrico, collegare e controllare il funzionamento del dispositivo per evitare arresti a fine corsa meccanico del martinetto.
Accertarsi, con brevi impulsi del motore, del corretto senso di avanzamento lineare dello stelo filettato (martinetto serie HT) o del suo senso di rotazione (martinetto serie HR) e della posizione degli eventuali dispositivi di fine corsa meccanici.
Nella fase di taratura dei sistemi di fine corsa elettrici si deve tener conto dell’inerzia delle masse meccaniche in movimento che, per carichi verticali, sarà inferiore in fase di salita rispetto alla discesa.
Accertarsi del perfetto allineamento meccanico assiale del martinetto con giunti, supporto alberi, alberi di trasmissione meccanica e motore.
Accertarsi della corretta lubrificazione dello stelo filettato e dell’assenza di corpi estranei.
Durante la messa in servizio del martinetto si devono effettuare i cablaggi elettrici (motore e dispositivi di controllo corsa) in assenza di corrente.
In caso contrario si generano rischi per l’operatore e per l’integrità del martinetto meccanico e dei suoi dispositivi di controllo.
QUANDO il Martinetto meccanico MONTA UN MOTORE ASINCRONO MONOFASE, SI DEVONO SCARICARE I CONDENSATORI PRIMA DI EFFETTUARE QUALSIASI INTERVENTO.
È opportuno avviare la macchina con il minimo carico possibile e portarla a regime di funzionamento meccanico dopo aver verificato il buon funzionamento di tutti i suoi organi meccanici0. È indispensabile, soprattutto in fase di avviamento, tenere presente quanto prescritto nel catalogo: manovre meccaniche di collaudo continue o avventate porterebbero ad un surriscaldamento anomalo dei martinetti causando danni meccanici irreversibili.
È SUFFICIENTE UN SOLO PICCO DI TEMPERATURA PER CAUSARE UN ‘USURA PRECOCE O LA ROTTURA DEL MARTINETTO MECCANICO.
Manutenzione martinetto.
I martinetti meccanici devono essere sottoposti a controlli periodici con tempistiche che variano in funzione dell’utilizzo e dell’ambiente di lavoro.
Tutti i martinetti meccanici hanno la parte riduttore lubrificata con lubrificante long life che non necessita di rabbocchi o sostituzioni. Bisogna accertarsi che non si siano verificate perdite di lubrificante dal corpo; qualora questo fosse accaduto bisogna individuare ed eliminare la causa ed infine rabboccare il lubrificante a livello. È necessario verificare (ed eventualmente ripristinare) periodicamente lo stato di lubrificazione dello stelo filettato e le eventuali presenze di corpi estranei.
Usura della madrevite.
Per un altro rendimento dei martinetti, si deve verificare periodicamente l’usura della madrevite a filettatura trapezoidale. (vite trapezia)
Per tale verifica occorre eseguire le seguenti operazioni:
- Scollegare il martinetto meccanico dal carico.
- Applicare alla madrevite (martinetti meccanici versione HR) o allo stelo filettato (martinetti meccanici versione HT), un carico adeguato alla dimensione del martinetto meccanico (da 1 volta il carico nominale a 0.1 volta, riducendo tale coefficiente all’aumentare della taglia del martinetto) in compressione e in trazione.
- mentre si applica il carico, verificare tramite un comparatore che:
Gioco (mm) ≤ 0.25 * (passo (mm)/principi)
Quando il gioco acquisisce meccanico un valore più elevato di tale limite, si deve sostituire il martinetto.
Nel caso di martinetti meccanici con stelo a vite a ricircolo di sfere (VRS), l’inizio di cedimento del componente si manifesta con un aumento della rumorosità. Si deve comunque scollegare periodicamente il carico dal martinetto e verificarne il funzionamento silenzioso e regolare.
Ciclo di carico e velocità di traslazione
Carico e velocità devono essere valutati considerando oltre alle loro caratteristiche intrinseche, le influenze generate
dall’andamento di entrambi durante il ciclo di lavoro, soprattutto in presenza di fenomeni inerziali importanti e/o vibrazioni, ecc.
Ad esempio, se si movimenta una massa elevata con un profilo di velocità caratterizzato da brusche accelerazioni e
decelerazioni, il carico inerziale si può sommare al valore statico ed ovviamente ciò influenza il dimensionamento del martinetto.
Fattore di servizio, condizioni ambientali.
Il fattore di servizio e le condizioni ambientali sono parametri che si influenzano a vicenda. Il fattore di servizio è definito come il rapporto percentuale fra il tempo di lavoro meccanico e il tempo di sosta nel ciclo, calcolato su una base di tempo max. di 10 min.
Le condizioni ambientali sono caratterizzate dalla temperatura e dagli elementi che ne definiscono l’aggressività (umidità, salinità, polverosità, ecc.).
Il fattore di servizio standard cui sono riferite le prestazioni dei martinetti meccanici è S3 30% ad una temperatura ambiente di riferimento di +30°C. L’intervallo di temperatura di funzionamento dei martinetti è -10°C/+60°C.
Il fattore di servizio può essere aumentato realizzando il martinetto con accoppiamenti e rotismi ad alto rendimento o
impiegando un martinetto meccanico di taglia superiore, applicando di fatto un declassamento del medesimo.
Anche gli estremi della temperatura di funzionamento meccanico possono essere aumentati intervenendo sui materiali di alcuni componenti (vedi anche ambienti aggressivi) e sul lubrificante, oltre a decrementi nel fattore di servizio e/o declassamento del martinetto meccanico.
In funzione di quanto sopra descritto occorre calcolare il carico equivalente.








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